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A lungo abbiamo cercato un nome adatto per la nostra Associazione, alla fine abbiamo scelto la lingua Quechua, per rispetto alla cultura nativa e "Mosoq Runa" esprime precisamente il nostro intento, "Mosoq" significa nuovo e "Runa" significa uomo (nel senso del genere umano), noi lo traduciamo come Nuova Gente, questo è il nostro progetto, educare i bambini e gli adolescenti al rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente che ci circonda, perchè essi possano educare a loro volta altri "Mosoq Runa" che possano contribuire alla crescita di questo paese.

 

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Lettere di Ada

Urubamba, 1 maggio 2013

Cari amici,

finalmente ho qualche ora di tranquillità a mia disposizione e ne approfitto per darvi le notizie relative al nostro hogar dal mese di novembre del 2012 e fino alla fine di aprile.

All’inizio di novembre Kantu è uscita dall’hogar per andare a vivere con le due sorelle maggiori che sono tornate da Maldonado con i rispettivi figli entrambi di 2 anni. Ha continuato ad andare a scuola ( ha finito le superiori ed è stata promossa) e, al pomeriggio, mentre le sorelle erano al lavoro, si è occupata dei nipotini; il padre ha continuato a stare un po’ qua e un po’ là a seconda di dove trova lavoro.

Negli stessi giorni abbiamo fatto la revoca della mia tutela legale di Rodrigo ed ho avuto un colloquio con lui e la madre per mettere in chiaro che la permanenza di Rodrigo nell’hogar dipendeva dal suo comportamento e dalla sua capacità di rispettare le regole. Mamma Juana non è certo migliorata nel tempo, ma, al contrario, è sempre piú evidente la sua incapacità ad assumere le sue responsabilità e dimostrare un minimo di interesse per i figli; in compenso, è abile nel fare denunce contro l’ex - convivente, Manuel, padre di Ronaldo e Luis, perchè, secondo lei, deve passarle gli alimenti per i figli che noi manteniamo! D’altra parte, anche papà Manuel sembra non avere la capacità di pensare al benessere dei suoi due figli (ha messo da parte Edgar e Rodrigo, suoi figliastri, poichè stanno dalla parte della madre) e continua a dire a Ronaldo e Luis cose che non dovrebbe raccontare loro sulla madre e, soprattutto, continua a dire loro che li porterà a vivere definitivamente con lui a Maldonado, creando in loro false aspettative e confusione.

Verso la fine del mese, dato che la señora Rosa era in ferie, ho dovuto assistere all’assemblea generale dei genitori dell’ Agropecuario, la scuola che frequentano gli adolescenti e della quale normalmente si occupa la señora Rosa mentre io mi occupo della scuola elementare di Ccotohuincho. Sapevo che uno dei punti all’ordine del giorno era la elezione del nuovo consiglio direttivo dell’APAFA (sigla dell’associazione dei genitori), ma non me ne preoccupavo perchè, anche se varie volte sono stata proposta per una carica, ho sempre declinato motivando il rifiuto con la mancanza di tempo dovuta al mio impegno nell’hogar. Mai mi è passato per la mente di mettermi nell’APAFA perchè da sempre ho saputo che la gestione dei soldi (che versano i genitori sotto forma di contributo quando iscrivono i figli) è molto poco trasparente e tutte le riunioni vertono su questo fatto e sulle attività da organizzare per raccogliere fondi di cui la scuola ha bisogno. Bene! Non so come mai ho lasciato che succedesse, ma sono stata eletta vice-presidente. Camminando verso casa al termine dell’assemblea, ho incominciato a chiedermi perchè mai mi fossi messa in questa situazione, senza trovare nessuna buona ragione apparente per averlo fatto; cosí, come faccio in questi casi, mi sono detta che se l’avevo fatto doveva esserci un motivo anche se non lo conoscevo.

Solo dopo un paio di settimane, agli inizi di dicembre, ho capito! Infatti anche nella scuola elementare di Ccotohuincho si doveva eleggere entro la fine dell’anno un nuovo consiglio direttivo in quanto tutti i membri del consiglio in carica si erano dimessi dopo il primo anno (mentre la carica è per due anni) motivando tutti e cinque la rinuncia con la mancanza di tempo. Anche se la cosa mi è parsa un po’ sospetta ed ho pensato a conflitti con la direzione, non ci ho riflettuto piú di tanto….. Invece, all’improvviso, si è accesa la lampadina nella mia testa e, come dicevo, ho capito che l’elezione a vice-presidente nell’Agropecuario era stata un passaggio inconscio per prendere coscientemente la decisione di candidarmi all’elezione del C.D. nella scuola di Ccotohuincho per l’incarico di presidente. Cosí ho fatto il giorno dell’elezione ed effettivamente sono stata eletta.

Ho voluto essere presidente dell’APAFA nella scuola di Ccotohuincho per un motivo ben preciso, legato alla Fondazione ALMA, la quale, fin dall’anno scorso aveva dato la sua disponibilità a finanziare un progetto di dopo-scuola, nella stessa scuola, che sarebbe dovuto iniziare quest’anno. Il fatto è che durante tutto l’anno scorso la direttrice non mi ha dato la possibilità di parlarne con i professori per poterne poi parlare in assemblea con i genitori e, dopo aver spiegato al presidente di ALMA la situazione, abbiamo concordato di rimandare il progetto al 2014. La carica di presidente mi dà il diritto di convocare io stessa una riunione con i professori e, quindi, scavalcare la direttrice.

Ma, per il momento, la prima dura battaglia è sulla gestione del denaro dell’APAFA, che deve essere speso per le necessità della scuola e, nel leggere il regolamento, mi sono resa conto che l’idea della costituzione peruviana che dice che l’istruzione obbligatoria è gratuita è veramente solo un’idea in quanto, in realtà, i genitori con il “contributo” iniziale e con diverse altre quote durante l’anno, devono farsi carico del mantenimento della struttura física, dei mobili della scuola, dell’acquisto degli apparati tecnologici necessari, dei programmi di aggiornamento dei professori e dell’acquisizione e manutenzione del materiale educatico, ludico e sportivo. Inoltre, anche se il regolamento non lo dice, è usanza comune in tutte le scuole statali che i genitori paghino anche il materiale personale per ciascun professore (dal quaderno, alla penna ecc.) e questo mi pare davvero un po’ vergognoso quando si trata di professori che hanno uno stipendio decente perchè sono di ruolo.

Dicevo, dunque, che la gestione del denaro dell’APAFA è la prima dura battaglia poichè, come già sapevo da molti anni, pur non conoscendo i dettagli, in ogni gestione dei consigli direttivi ci sono stati dei movimenti di denaro poco chiari, dei conti non del tutto regolari, dei soldi volatilizzati e dalle varie campane che ho sentito in merito, in questi “maneggi” erano sempre coinvolti due o tre menbri del C.D. stesso e la direttrice. Ovviamente, i genitori sono sempre estremamente preoccupati per la gestione dei loro soldi e questo è per il momento l’unico tema a cui tutti prestano attenzione. Il mio obiettivo è dimostrare ai genitoriche si può gestire il denaro in maniera trasparente e il caso vuole che il tesoriere eletto non si faccia praticamente vedere per cui la “tesoreria” è nelle mie mani; nell’ultima assemblea ho già fatto un primo resoconto ed ho lasciato il materiale in ogni classe perchè i genitori possano vederlo con calma. Sono convinta che se mi guadagno la loro fiducia sulla questione dei soldi, mi seguiranno anche nelle prossime battaglie che sono quelle che realmente mi interessano e il cui obiettivo è migliorare l’insegnamento.

Nel frattempo, durante i mesi di novembre e dicembre i ragazzi hanno continuato ad andare a scuola e per ricuperare il famoso sciopero dei professori sono andati a scuola fino alla vigilia di natale compresa. Quelli di “secundaria” hanno finito il 31 dicembre mentre quelli delle elementari sono andati a scuola fino al 10 di gennaio.

Abbiamo comunque mantenuto le nostre “tradizioni” natalizie e come ogni anno la sera del 24 ci siamo riuniti per la “chocolatada con panetòn” a cui hanno partecipato anche tutti i ragazzi che non vivono più nell’hogar; solo Fredy non ha potuto venire. Ci è mancata la presenza di Rebecca e anche la qualità degli “intrattenimenti”che i ragazzi ed i bambini preparano sia per natale che per capodanno ne ha risentito. Si è sentita anche la mancanza di Kantu che si occupava della “regia” delle scenette e della “coreografia” dei balli. Abbiamo comunque passato due belle serate e anche quest’anno Francesco si è dato parecchio da fare per preparare il pranzo di natale e la cena di capodanno. Grazie Fra!

Gennaio è stato molto intenso. Anthony ha iniziato l’anno con una mega-tonsillite, facendomi prendere un bello spavento perchè alla sera aveva 39,8 di febbre. In realtà già dal mese di novembre è iniziata un’epidemia a catena di tonsilliti, anche con ricadute, che mi ha fatto preoccupare tanto che, su consiglio del medico, abbiamo fatto fumigare l’hogar. Inoltre abbiamo rivoluzionato tutti gli spazi dell’hogar e dei laboratori.

Come forse ricorderete, abbiamo dovuto smantellare il laboratorio di cucito in seguito ad una frana del terreno che lo ha messo in pericolo e, per motivi di sicurezza, abbiamo deciso di trasferire anche l’adiacente laboratorio di panetteria che abbiamo allestito nel locale che inizialmente era stato la sala teatro ed era poi diventato il refettorio quando la “famiglia” era cresciuta. Ora che il numero dei ragazzi è ridotto da 14 a 9 non abbiamo più bisogno di un refettorio cosi grande e siamo tornati alla sistemazione dei primi anni quando il refettorio era nella casa in cui vivono i ragazzi.

Intanto Rodrigo, con il consenso della madre, ha deciso di andarsene dall’hogar; dopo un breve miglioramento, il suo comportamento è andato nuovamente peggiorando e addirittura ha “tagliato” da scuola per due settimane con il risultato di essere bocciato.La mia condizione per continuare a stare nell’hogar è stata che passasse alla scuola serale per finire “secundaria” e che al mattino andasse a lavorare. In un primo momento Rodrigo ha accettato, ma poi ha cambiato idea ed ha preferito andare via. L’hogar aveva appena ripreso il suo nuovo assetto quando sono venute Yeni e Bertha, le sorelle maggiori di Karen per chiedermi se potevo riprenderla nell’hogar poichè il padre è gravemente ammalato e Yeni non ce la faceva ad avere cura del padre, della propria figlia e di lei. Così Karen è tornata con noi.

Gennaio è anche il mese dei “rendiconti” e mi sono quindi occupata di preventivi, bilanci, relazioni sia per l’Associazione “Urubamba” che per la Fondazione “ALMA” (chenel 2012 ci ha aiutato con le spese scolastiche e pagando l’insegnante di sostegno che ha aiutato i bambini nell’hogar). Non è un lavoro divertente, ma di dà l’opportunità di fare una buona riflessione sulle nostre spese e sull’andamento della nostra economia. Anche noi abbiamo fatto dei “tagli”, soprattutto per quanto riguarda il personale, ma anche nelle spese vive; questo ci ha permesso un buon risparmio e la possibilità di continuare a tenere in vita l’hogar in cui rimangono 6 bambini e 3 adolescenti. Per l’ultima volta ho presentato le “scartoffie” che richiede lo stato ogni anno per il piano di lavoro e gli obiettivi raggiunti. Per l’ultima volta in quanto non abbiamo rinnovato l’iscrizione al Ministero da cui dipendiamo visto che il nuovo regolamento stabilisce che un bambino può entrare “legalmente” in un hogar solo se inviato da un giudice, mentre noi, proprio per non avere a che fare con il sistema giudiziario, abbiamo sempre fatto un atto notarile in cui i genitori mi affidano la tutela legale dei figli. Questa formula non è più prevista dalla nuova legge per cui non ci avrebbero comunque rinnovato l’iscrizione dalla quale, peraltro, non abbiamo mai avuto alcun vantaggio, ma solo pratiche burocratiche; continueremo a fare il nostro lavoro, così come abbiamo fatto negli anni precedenti all’iscrizione e “ufficialmente” abbiamo dichiarato che stiamo lavorando sul graduale reinserimento famigliare dei ragazzi, che in effetti, da 14 sono passati a 9.

Dal 20 gennaio in poi sono arrivati i rinforzi: prima Giulia, una giovane volontaria italiana che si sta inserendo molto bene nella nostra vita famigliare e che rimarrà con noi fino alla fine di giugno e poi Sebastian un giovane volontario svedese che ha qualche difficoltà con lo spagnolo e poca dimestichezza con le cose pratiche, ma ha una buona disposizione ad imparare e sta volentieri con i bambini e, visto che anche lui si fermerà fino alla fine di giugno, credo che diventerà un valido aiuto. Il primo febbraio è arrivato Luca, volontario italiano, che durante il mese che ha passato con noi non ha mai smesso di lavorare; che si trattasse di traslochi, di cucinare, pulire, fare lavori di manuntenzione, insegnare ai bambini (si è dedicato in modo particolare a Ronaldo con cui ha fatto un ottimo lavoro) e stare con loro nei momenti diversi della giornata è sempre stato disponibilissimo, senza contare l’aiuto che ha dato a me con il computer che sa usare molto bene. Inoltre abbiamo avuto per 4 settimane l’aiuto di Tiys, un ragazzo olandese mandatoci da un’associazione che invia volontari che lavorano un certo numero di ore nei progetti locali che li accolgono.

Luca, Sebastian e Tiys si sono occupati di svuotare il laboratorio di manutenzione che abbiamo trasferito nella ex-panetteria per far posto al laboratorio di cucito le cui macchine erano state ammassate nella casa dei volontari dopo il crollo del terreno adiacente al laboratorio di cucito.

Dalla fine di gennaio in poi anche la mia vita quotidiana ha subito una “rivoluzione”; infatti, se, soprattutto negli ultimi anni, poche volte sono uscita dall’hogar, dall’inizio di febbraio in poi non sono più stata a casa.... Il motivo del cambiamento è dovuto all’impegno preso con la scuola e la novità di quest’anno è che la regione ha accettato di finanziare un progetto per la ricostruzione della scuola e l’inizio dei lavori è previsto per metà di aprile, data in cui l’attuale scuola deve essere completamente smantellata. Solo alla fine di gennaio abbiamo saputo che i bambini non avrebbero potuto essere accolti per quest’anno nei locali della clinica di Ccotohuincho che da qualche anno non sta funzionando e l’alternativa rimasta è stata allestire una scuola provvisoria in un mercato coperto, al lato della clinica, anch’esso inutilizzato. Abbiamo chiesto al comune un aiuto per il materiale (la manodopera spetta ai genitori) e, a seguito della richiesta, è stato necessario presentarsi tutti i giorni in comune alle 8 del mattino per iniziare la processione da un ufficio all’altro “supplicando”affinchè la pratica seguisse il suo iter senza troppi ritardi data l’urgenza visto che a marzo doveva iniziare la scuola. Entrare in pieno nel mondo della burocrazia è certamente stato un grande esercizio di pazienza (non è una delle mie virtù principali) perchè abbiamo letteralmente passato ore aspettando al varco prima il sindaco e poi i vari ingegneri incaricati di portare avanti la richiesta in tutte le sue tappe. Nel frattempo, con “faenas” obbligatorie per tutti i genitori, al sabato abbiamo iniziato a smantellare metà della scuola vendendo tutto il materiale possibile e nel frattempo a costruire la scuola provvisoria con il compensato fornitoci dal comune; per fine marzo siamo riusciti a terminare la scuola provvisoria e a trasferire tutte le classi. Per fortuna, abbiamo avuto l’aiuto di tutta l’Associazione Pro-Vivienda Valle Sagrado che ha chiamato a 2 faenas tutti i soci affinchè ci aiutassero, ma ai genitori ne son toccate ben di più e, per fortuna, i nostri volontari si sono presi cura dei bambini sia durante la settimana occupandoli con attività sia ricreative che di studio e sia durante il fine settimana con quelli che non possono andare a casa e mentre io ero occupata con le “faenas” . Durante il mese di febbraio si sono integrate al pomeriggio anche le maestre Graciela ed Eli per fare un ripasso generale di matematica e comunicazione, la prima con i bambini delle elementari e la seconda con quelli di “secundaria”.

Per il resto non ci sono stati problemi particolari. Come dicevo, la famiglia di Karen fin dall’ anno scorso ha dovuto affrontare la grave malattia del padre che è mancato alla fine di aprile. E’ ovviamente stato un duro colpo per Karen; credo, però, che sia un po’ più facile per lei durante la settimana quando è con noi, mentre quando va a casa il fine settimana deve affrontare la realtà dell’assenza del padre e del dolore della famiglia. Sempre più problematica è la situazione famigliare di Ronaldo e Luis: da un lato il padre continua a telefonare dicendo loro che viene a prenderli per portarli definitivamente a Maldonado, dall’altro, la madre, pur essendo a casa da un paio di mesi, raramente si fa vedere dai figli; in effetti Ronaldo e Luis vanno a casa solo quando viene a prenderli il fratello maggiore Edgar, il quale, nel frattempo, a metà gennaio è entrato nell’esercito come volontario (almeno avrà gli studi pagati, dice. Speriamo!). Come previsto, Rodrigo, il fratello che segue a Edgar ed ha 15 anni, in poco tempo ha toccato con mano l’inaffidabilità della madre capace di “sparire” per vari giorni lasciandolo senza un soldo e senza che si sappia bene dov’è. Si è alla fine iscritto a una scuola serale e di giorno lavoricchia un po’ qua e un po’ là. Spesso passa all’hogar e ne approfitto per rifornirlo di alcuni viveri. Dopo diversi mesi in cui non aveva più avuto incubi, Ronaldo, 11 anni, che quest’anno è passato a 5ta di “primaria”, in seguito alla visione in classe di un film di terrore giusto nell’ultima settimana di scuola, ha ricominciato non solo ad avere incubi popolati da zombi, ma ha sviluppato una paura del buio che prima non aveva così marcata. Ha lavorato parecchio per fare i compiti per le vacanze e in questo l’aiuto di Luca è stato provvidenziale. Luis, 7 anni, seconda elementare, in certi momenti sente la mancanza della mamma, soprattutto quando gli altri vanno a casa il fine settimana. Come Ronaldo, vorrebbe andare a Maldonado con il papà ma solo per le vacanze e vorrebbe andare dalla mamma i fine settimana; per il resto, entrambi vogliono vivere nell’hogar. Io spero che ci rimangano il più a lungo possibile, poichè mi sembra davvero la migliore soluzione per loro.

Nely, Maryluz e Pedro stanno bene. Nely, che frequenta la seconda di “secundaria” sta attraversando un periodo sereno e credo sia contenta del rientro di Karen. Loro due che hanno 14 anni e Percy che ne ha 15 sono i più grandi della “famiglia”. Maryluz, 11 anni, ha finito la scuola in bellezza! Non solo ha recuperato le materie in cui era insufficiente all’inizio, ma ha ottenuto un “A” in tutte. E’ contenta non solo per i risultati conseguiti, ma anche perchè si è del tutto inserita e si è fatta delle amiche. Quest’anno frequenta la 6ta, ultimo anno di “primaria”. Pedro, 10 anni, da diversi mesi con lo psicologo sta lavorando su attenzione e concentrazione; è un bambino intelligente, uno dei migliori in comprensione della lettura, ma è continuamente distratto e quindi spesso non consegue buoni voti; si è impegnato abbastanza con la maestra Graciela ed ha sicuramente fatto dei progressi. Quest’anno frequenta la 5ta di “primaria” ed è in classe con Veronica.

Percy, 15 anni, Veronica, 11 anni ed Anthony, 8 anni, 2da elementare, in classe con Luis, durante le vacanze scolastiche sono andati al loro “pueblo” a trovare i nonni e la famiglia paterna. Sono rimasti un mese e ne sono stati contenti tutti e tre anche se Anthony ha detto allo psicologo che gli era mancato un po’ l’hogar. Karen è rientrata volentieri nell’hogar anche se ogni tanto diventa triste pensando al padre. Ha recuperato l’insufficienza che aveva di storia passando a 3ª di “secundaria” ed è in classe con Percy ed Ignacio che sta ripetendo l’anno.

Rosita che a settembre compirà 18 anni, ha finito l’ultimo anno di secundaria ottenendo il primo posto. Dall’inizio di gennaio è andata a vivere a Cusco con la sorella Vilma per frequentare l’accademia di preparazione all’esame di ingresso all’università. Ha passato l’esame qualificandosi tra i primi cinque e dopo due settimane di meritato riposo ha iniziato l’università dove ha scelto la carrira di commercialista. Grazie ad un contatto della nostra assistente sociale, Rosita dalla prima settimana di aprile è andata a vivere in una casa-famiglia che accoglie 9 ragazze, tutte provenienti da un hogar, e che frequentano tutte l’università. E’ un progetto finanziato da una fondazione statounitense che aiuta queste ragazze a studiare prendendole in carico completamente fino al conseguimento della laurea e, cosa molto importante, trovando loro un lavoro al termine degli studi. E’ una vera fortuna che si sia presentata questa opportunità poichè io ero davvero preoccupata su come poter continuare ad aiutare con gli studi universitari sia Rosita che Vilma e verso giugno, non appena uscirà una ragazza che sta terminando gli studi, anche Vilma potrà entrare e così entrambe hanno la sicurezza di poter terminare tranquillamente gli studi. Vilma, che vuole finire in fretta l’università, ha frequentato un’accademia anche durante le vacanze. Consegue buoni voti ed è tranquilla; ha avuto dei problemi con la schiena ed è stato necessario ricorrere al trattamento di un chiropratico che ha migliorato molto la situazione. Forse per lei sarà un po’ più difficile adattarsi alla nuova situazione poichè da due anni vive da sola, ma è troppo intelligente per non capire che è davvero una fortuna poter contare su di un sostegno sicuro.

Stanno più o meno bene anche i ragazzi che non vivono più nell’hogar; Fredy, come sempre si sposta di qua e di là e sembra avere trovato una sorta di equilibrio nella sua “instabilità”; Fidel vive e lavora a Cusco, Edith vive e lavora a Calca, Ernesto sta continuando l’università e fa qualche lavoretto per aiutarsi; Kantu dopo un periodo a Cusco è tornata a vivere a Urubamba con una delle sorelle ed il padree sta lavorando in un vivaio.

LABORATORI

Solo negli ultimi giorni abbiamo risistemato il laboratorio di cucito nel nuovo locale e ci stiamo riorganizzando con le mamme che cuciono per riprendere il lavoro dopo essere stati fermi per quasi un anno. Le visite dei turisti non sono state molto numerose e di conseguenza non c’è stata molta vendita dell’artigianito.

Per quanto riguarda la panetteria ed il negozio, durante il mese di gennaio abbiamo chiuso l’attività sia per fare il trasloco di cui vi ho detto e sia per far fare le ferie a Bertha e Margarita, le responsabili della produzione. Abbiamo però deciso di licenziare Bertha che, malgrado numerosi richiami ad essere maggiormente responsabile con il lavoro, non ha fatto nessuno sforzo in questo senso e con la fine di marzo è terminata la sua collaborazione. Per sostituirla almeno fino a quando non avremo un’altra persona in grado di aiutare Margarita, è rientrato alla produzione Francesco e fino a quando ci sarà lui, posso stare tranquilla. Come sempre la vendita nei primi mesi dell’anno è molto bassa, non per questo meno deprimente, ma nell’ultimo mese c’e’ stato un miglioramento che speriamo vada aumentando mano a mano che si va verso l’alta stagione. Per il negozio abbiamo una nuova commessa; è una signora che vive vicino a noi ed ha due figli a carico. Sembra abbastanza responsabile e capace e speriamo che non ci siano sorprese.....

Cari amici, come vedete il lavoro non manca; l’impegno con la scuola in questo periodo è stato molto intenso e a volte faticoso, ma è compensato dalla soddisfazione di dedicarmi ad una buona causa .Sappiamo tutti che voler cambiare delle cose nelle istituzioni è cosa più che ardua, ma, malgrado questa consapevolezza, ho fiducia nel cammino intrapreso e confido che, ancora una volta, l’Universo mi aiuterà....... se approva le intenzioni ed il lavoro!

Come sempre, vi ringrazio con tutto il cuore per l’ aiuto che ci date; sono ben consapevole della difficile situazione politico-economica che vi trovate a vivere e, anche se al momento le prospettive non mi sembrano ottimistiche, spero, insieme a voi, che un cambiamento positivo prima o poi possa arrivare. A ciascuno di voi un abbraccio con affetto e gratitudine.

Ada Stevanja